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Ciclo di quattro mesi di Dabrafenib come adiuvante in pazienti con melanoma in stadio IIIC chirurgicamente resecato caratterizzato da una mutazione BRAFV600E/K


E' stata verificata l'ipotesi che un ciclo di 4 mesi di Dabrafenib ( Tafinlar ) adiuvante nel melanoma in stadio IIIC con mutazione nel gene BRAF avrebbe migliorato la sopravvivenza libera da recidiva ( RFS ) a 2 anni dal 24% al 51%, e che il DNA libero da cellule tumorali ( cfDNA ) circolante nel plasma fosse correlato e predittivo di recidiva.

Pazienti con melanoma in stadio IIIC con mutazione BRAF V600E/K che erano liberi da malattia dopo resezione chirurgica hanno ricevuto 4 mesi di Dabrafenib in setting adiuvante.

I pazienti sono stati valutati mediante imaging al basale, alla fine dei cicli 2, 4, 6, quindi ogni 3 mesi fino alla ricaduta della malattia o a 2 anni, a seconda di quale evento si verificasse per primo.

21 pazienti su 23 erano valutabili; 2 pazienti hanno ritirato il consenso durante la prima settimana di trattamento.

La sopravvivenza libera da recidiva a 2 anni è stata del 28.6% ( IC 95%, 12-48% ), mentre la sopravvivenza globale stimata a 2 anni è stata pari al 78% ( IC 95% 51-91% ). I

Il rilevamento di cfDNA ha avuto una sensibilità del 53% nei pazienti recidivati, ma il rilevamento di cfDNA non ha fornito il vantaggio del tempo di risposta, rispetto alla tomografia computerizzata.

In conclusione, un ciclo di 4 mesi di Dabrafenib adiuvante non ha comportato un miglioramento rilevabile della sopravvivenza libera da recidiva a 2 anni.
Il cfDNA era meno sensibile rispetto alla tomografia computerizzata per immagini, e non ha offerto un vantaggio nel tempo di risposta nel rilevare la recidiva. ( Xagena )

Momtaz P et al, Oncotarget 2017; 8: 105000-105010

Xagena_OncoDermatologia_2017



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